NADIA E L'AUTOLAVAGGIO

UNA GIORNATA SPECIALE

NADIA E L'AUTOLAVAGGIO - UNA GIORNATA SPECIALE

La mia macchina è una specie di seconda casa su ruote. Da un paio d’anni, all'inizio dell'autunno, le dò una bella sistemata, prendendomi cura anche dei lati pratici ed estetici, come se facessi le pulizie di primavera ma nella stagione sbagliata. Mi piace portarla a un autolavaggio un po' fuori città, dove c’è più verde: così faccio un giro quando ci sono ancora quei pomeriggi caldi, che mi sembra di fare un gita fuori porta. Ormai è diventato un rito rilassante. Mi piace guardare la mia piccolina entrare nei rulli tutta opaca, che non si capisce neanche se è verde o viola, e poi vederla uscire con la carrozzeria bella lucida, come se avesse fatto un trattamento in una SPA. Ah, la mia auto è verde ma ogni volta che esce dall'autolavaggio quasi me ne stupisco.

NADIA E L'AUTOLAVAGGIO - UNA GIORNATA SPECIALE

Poi la svuoto e passo a pulire gli interni che, dopo l'estate, sembrano una spiaggia del litorale adriatico. Sotto i tappetini c'è sempre un notevole quantità di sabbia ma ogni anno ritrovo anche piccoli tesori ormai dimenticati: un orecchino che pensavo perduto, alcune monete, una penna, un rossetto, un accendino non saprei di chi... Sistemo il portabagagli, dove tengo gli attrezzi, i cavi per la batteria e le confezioni per i vari liquidi - sono un po' ansiosa, ho sempre refrigerante, acqua, olio - e faccio il cambio stagione di tutte quelle cose che tengo in caso di necessità. Metto in una borsa capiente tutto quello che non servirà con il freddo: bikini, un vestito di ricambio leggero, l’asciugamano da spiaggia, aggiungo un ombrello di scorta, così ne ho due, che non si sa mai.

NADIA E L'AUTOLAVAGGIO - UNA GIORNATA SPECIALE

Sostituisco il deodorante, magari scegliendo una fragranza diversa, metto nuovi fazzoletti, salviette nel portaoggetti; controllo che ci sia tutto nel mio necessaire da auto; pulisco lo specchietto, il cruscotto. Faccio tutto con calma, come se fosse un rito rilassante per spezzare la frenesia delle mie giornate. Ho una disabilità speciale nel guidare con i tacchi, lo trovo di una scomodità impossibile, così ho sempre le mie scarpe da guida dietro il sedile. Tengo anche un paio di calzini asciutti, di quelli spugnosi che mi vergogno di indossare ma in caso di pioggia possono sempre servire. Last but not least: faccio il pieno, così da non avere problemi almeno per un po' a riaccompagnare le amiche. Con il tempo e l'aiuto del mio paziente meccanico ho imparato a non avere troppo timore per l'auto e per quello che c'è nel cofano e mi dà grandissima soddisfazione controllare spesso la pressione dei pneumatici, i livelli di acqua, olio e refrigerante. Mi fa sentire un’esperta,  come quelli che si vedono nelle gare di Formula 1!

NADIA, WONDERGIRL