ELISA E DIANE

UNA GIORNATA SPECIALE

ELISA E DIANE - UNA GIORNATA SPECIALE

Non mi definisco una tipa particolarmente multitasking, visto che al massimo riesco a fare bene solo due, tre cose contemporaneamente. Più che altro mi piace ottimizzare i tempi, dato che devo sempre correre per riuscire a incastrare passioni e impegni… e comunque non basta. MAI. Quando ho cambiato lavoro e ho dovuto per forza di cose prendere la macchina per andare in ufficio è stato un incubo: tutto quel tempo incastrata nel traffico dell’ora di punta per fare un tragitto che normalmente richiederebbe 10 minuti! Arrivavo al lavoro che ero già snervata da quell’attesa infinita e sprecata, stando ferma immobile eccetto i piedi sui pedali e la mano che fa la spola tra il volante e il cambio, senza poter fare nulla di utile in quel lunghissimo momento morto

ELISA E DIANE - UNA GIORNATA SPECIALE

Non era proprio il massimo avendo appena iniziato, soprattutto per i rapporti con i colleghi e la concentrazione. Stavo anche iniziando a prendere in antipatia la mia Diane, come la chiamo io, che poverina non se lo meritava di certo: abituata a gite fuori porta su romantiche stradine semideserte, uscite notturne e viaggi scorrevoli verso destinazioni più esotiche dell’hinterland, soffriva anche lei di quella lentezza esasperante, tanto che le si stavano sgonfiando le gomme, ha detto il meccanico. All’ultimo controllo l’ha trovata un po’ acciaccata: “è il logorio della ruotine”. Poi è arrivata la svolta: invece della radio o della semplice colonna sonora, che preferisco quando viaggio più velocemente, ad esempio in autostrada, ho iniziato ad ascoltare audiolibri e podcast.

ELISA E DIANE - UNA GIORNATA SPECIALE

Così, nel tempo in cui non facevo altro che alternare prima e seconda, avanzando di pochi metri per volta, ho iniziato ad ascoltare corsi di lingua, saggi e approfondimenti, racconti, anche romanzi a puntate… Se arrivo in azienda in un punto avvincente, mi scoccia da morire lasciare a metà il capitolo, e quando torno a casa la sera mi capita di restare in macchina finché non è finito. Ovviamente guido sempre con molta prudenza, e so che devo restare sempre con le ruote per terra e gli occhi sulla strada, ma mi piace l’idea che Diane sia la mia personale biblioteca ambulante e che possa portarmi a spasso un po’ anche nel mondo della fantasia.

ELISA, AMAZZONE METROPOLITANA