CHI FORA UNA RUOTA,

TROVA UN AMICO

AMICIZIE DI PERCORSO

“Adoro il profumo della benzina la mattina presto”: inutile dire che essere un pendolare non mi pesa affatto, anzi. Mi alzo apposta prima per non trovare traffico, anche se già viaggio in controtendenza, dalla città verso la periferia, e mentre scivolo sull’asfalto ascoltando un po’ di buona musica mi carico di energia come una dinamo, la velocità mi pulisce i pensieri e quando arrivo sono pronto per mettermi al lavoro, bello reattivo. Poi, visto che entro in anticipo, ho anche il vantaggio di uscire prima evitando le code: il ritorno verso casa è il mio momento di decompressione, quello in cui stacco, archivio il file “lavoro” e mi preparo per godermi la serata, e anche in questo momento la musica mi accompagna e io la accompagno canticchiando. Quella mezzora di strada che mi separa dall’ufficio è il mio momento di relax e libertà, in cui sono solo con me stesso.

AMICIZIE DI PERCORSO

Un giorno però, ho finito tardi di lavorare, stavo uscendo dal parcheggio e sento qualcuno che bussa sulla fiancata: “non è che mi dai un passaggio? Ho una gomma a terra”. Ero un po’ restio, perché sono geloso della mia privacy e non amo troppo avere compagnia quando guido... e poi dovevo tornare a casa, che ero già in ritardo sulla tabella di marcia. Ma era buio, faceva freddo e lo spiazzo era deserto: mi sarei sentito un verme a lasciarlo a piedi. “Va bene” ho detto, “dove ti accompagno? Alla stazione?”. E lui, spudorato: “non è che vai verso il centro?”. Poi, “un collega” è diventato Daniele, che ho scoperto abitare non troppo lontano da me. “Grazie per il passaggio. Domani vengo sempre con te, vero?”.

AMICIZIE DI PERCORSO

Che sfacciato! ho pensato, ma è così che è nata la nostra amicizia: io che lo scarrozzavo in quella che fino ad allora era stata praticamente una monoposto e gli facevo coscienziose raccomandazioni sulla manutenzione dell’auto, i controlli periodici degli pneumatici che servono a ridurre il rischio di imprevisti come quello che gli era appena capitato, e lui che smanettava con l’autoradio e le playlist e teneva il tempo senza dire una parola! Il giorno dopo, per ringraziarmi di averlo accompagnato mi ha detto “dai, ti offro da bere” e invece di andare subito a casa siamo andati in un pub e abbiamo scoperto che nonostante le differenze caratteriali abbiamo anche interessi musicali in comune, che ci hanno legati. Da quella sera la nostra vita da pendolari si è un po’ movimentata, e anche se ci sono sempre dei giorni in cui mi godo la solitudine del viaggio, questi fuoriprogramma sono diventati una tradizione: che si tratti di una cena, una birra - solo una piccola per chi deve guidare - o di un concerto, diamo un ritmo diverso alla monotonia. Inutile dire che sono io a ricordargli di fare il check-up alla sua auto “randagia”...

FABIO, PENDOLARE ENTUSIASTA