Impronta di carbonio: cos’è e come ridurla

Ogni nostro comportamento lascia un segno sull’ambiente. La sostenibilità è uno dei concetti più importanti per un’azienda al passo con i tempi: viviamo in un mondo che è sempre più consapevole delle modificazioni climatiche e delle conseguenze che derivano dalla produzione di prodotti, servizi e dalle attività quotidiane dello singolo individuo. Per un business è pertanto impensabile non tenere conto della propria carbon footprint. Capiamo insieme cosa si intende per impronta di carbonio (o impronta carbonica), come viene calcolata e come può essere ridotta, grazie all’adozione di alcune buone pratiche.

Impronta di carbonio: cosa significa

 

Il solo fatto di respirare, le nostre abitudini alimentari o le nostre preferenze in termini di mobilità possono determinare un cambiamento del clima e, soprattutto, rilasciano gas serra. Per quanto entro certi limiti, quindi, sia inevitabile emettere una certa quota di anidride carbonica, è bene essere consapevoli del proprio impatto ambientale, come individui e come aziende, per tutelare e migliorare la qualità della vita sul nostro Pianeta. Per carbon footprint, o impronta di carbonio, si intende proprio quel parametro che stima le emissioni di gas serra generate da:

 

  • Processi di produzione di prodotti o erogazione servizi
  • Consumi di un’organizzazione

 

L’impronta carbonica è misurabile, di solito si esprime in tonnellate di CO2 equivalente. Perché proprio in CO2? Di fatto, perché l’anidride carbonica è il principale gas serra e, come tale, viene preso a modello per tutte le misurazioni. La CO2 è indice dell’impatto delle attività umane sui cambiamenti climatici terrestri. E’ necessario, quindi, calcolare la carbon footprint così che possa essere gestita e ridotta. Vediamo come!

Come si calcola la carbon footprint

 

Il calcolo si differenzia a seconda che la footprint sia generata da un’organizzazione, da un prodotto o da un individuo. Per la produzione di un automobile, ad esempio, si prendono in considerazione:

 

  • le fasi di approvvigionamento e trattamento delle materie prime
  • la lavorazione del prodotto
  • il trasporto
  • l’utilizzo
  • lo smaltimento del prodotto

 

Tutte queste voci indicano le emissioni nel ciclo di vita di un veicolo, a cui va poi aggiunta anche l’anidride carbonica emessa durante la produzione di carburante. La carbon footprint è la somma di tutto quanto elencato sopra ed è facile capire come non potrà purtroppo mai essere zero, anche per l’elettrico. Calcolare la carbon footprint generata da un prodotto/servizio può sembrare complesso ma è essenziale per agire a favore dell’ambiente. Il calcolo dell’impronta di carbonio di un’azienda serve infatti a stabilire gli impatti ambientali che le emissioni hanno e hanno avuto sul clima in continuo mutamento, per incentivare la sostenibilità ambientale contro i cambiamenti climatici.

Come ridurre l’impronta di carbonio: i modi possibili

 

I numeri del mercato automotive mostrano la decisa tendenza verso la mobilità sostenibile, un segnale positivo che sottolinea il desiderio di ridurre l’impatto ambientale legato al trasporto privato.  La green mobility è una delle buone pratiche da mettere in atto come azienda per ridurre la propria footprint ma per limitare l’ammontare totale di emissioni di CO2 rilasciate in atmosfera esistono diversi modi:

 

  • Ridurre l’utilizzo di energia, prediligendo l’utilizzo di energia green
  • Aumentare gli sforzi per il riciclo
  • Ridurre gli spostamenti per lavoro, prediligendo meeting virtuali
  • Trovare fonti di approvvigionamento di materiali sostenibili 
  • Diminuire l’utilizzo di combustibili fossili bruciati durante l’approvvigionamento, la manifattura e il trasporto
  • Affidarsi a forme alternative e green per il trasporto dei beni (come veicoli ibridi o a minori emissioni di CO2 nell’atmosfera)

 

 

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