ERMANNO

SAGGIO CENTAURO

Ermanno, saggio centauro

Io e la mia moto abbiamo un legame speciale, fatto di complicità nel cercare una nuova dimensione. Si crea una sorta di contatto che ha qualcosa di magico, tra me e la mia moto e tra la moto e la strada: è una sensazione potente di libertà, per me purificante. Sono sempre stato un appassionato, già in sella al mio primo triciclo, quando cercavo di essere il più veloce di tutti. Poi  sono arrivati la bicicletta, il motorino… e a 18 anni, finalmente, esame per la patente A e prima moto! Per me l’inverno è una vera sofferenza: il freddo e la pioggia mi obbligano a usare l’auto, mentre la mia amata moto - una naked, soprannominata La Belva - passa il suo letargo in box, coperta da un telo, mentre io fremo perché arrivi la primavera.

Ermanno, saggio centauro

Da novembre a marzo è una lotta con l’impazienza, che cerco di vincere facendo qualche piccolo lavoro di manutenzione: ad esempio prendendomi cura della carrozzeria, pulendola da cima a fondo, sgrassando e ingrassando la catena, caricando la batteria in modo da non ritrovarla a zero.
È l’inizio del moto GP, quando ancora non ho fatto la mia prima uscita, il momento in cui mi rendo conto che finalmente l’attesa sta per finire! Non fatevi ingannare dalle parole, però: in realtà sono molto prudente, so bene che guidare sulle strade dei comuni mortali può essere molto più rischioso di un giro in circuito. 
 

Ermanno, saggio centauro

Ogni volta che faccio un viaggio o anche solo una gita in moto so che tutta la mia famiglia è un po’ preoccupata fino a quando non mi vede rientrare. E così, sia per una questione di sicurezza che di amore per la mia due ruote, un pit stop dal meccanico per un check-up completo prima di partire per il weekend, è il mio rito: tensione della catena, olio, filtro olio, filtro aria, freni, pressione delle gomme. Fatto questo sono pronto: tuta, protezioni, accendo il motore e via! Parto con il primo raggio di sole, sentendo l’ebrezza di non avere limiti - tranne quelli di velocità e dettati dal buon senso - e mi godo la libertà di essere tutt’uno con la strada e il paesaggio. Io e La Belva, finalmente insieme, diventiamo il viaggio.