SIMONE E CHRISTINE

LA REGOLA DELL'AMICO

SIMONE E CHRISTINE - La regola dell'amico

Non so che tipo di karma abbia la mia macchina, ma attira le donne. Non fraintendete, non guido un'auto sportiva o di lusso, ma sono io quello a cui chiedono indicazioni quando sono fermo al semaforo, io quello che chiamano quando si accende una spia, e sempre io quello che le accompagna a casa o a cui chiedono un passaggio o un consiglio. È da una vita che mi sento dire frasi del tipo “mi piace venire in macchina con te, guidi tranquillo” o “con te mi sento a mio agio, sei così preciso!” o “mi porti dal meccanico? Tu sì che ci capisci”. E io non riesco a dire di no, perché in effetti è vero: mi fa piacere essere di aiuto ed essere galante con le donne, sono il tipo che apre ancora la portiera.

SIMONE E CHRISTINE - La regola dell'amico

Poi mi è sempre piaciuto leggere i manuali e mettere le mani nel cofano, tanto che a forza di chiedere consigli ho fatto amicizia anche col meccanico. Qualcosa di strano però c’è, perchè nel tempo la mia auto è diventata una specie di confessionale, in cui le mie amiche iniziano a raccontarmi la loro vita, i loro problemi, finendo per chiedermi di andare all’Ikea, perché “sei più forte e poi il tuo portabagagli è più grande”... e consigli sentimentali su come conquistare un altro perché “sento che a te posso dire tutto”! È come se la mia auto avesse il potere di trasformare qualunque donna io faccia entrare in una amica bisognosa di attenzioni. Così, da qualche mese l’ho ribattezzata “Christine”, come la macchina infernale di Stephen King, la cui unica missione è fare strage di un solo cuore: il mio.

SIMONE E CHRISTINE - La regola dell'amico

Forse questa mutazione in amiche è un sortilegio creato da Christine per gelosia, o per offesa; magari è il suo modo di dirmi che ha bisogno di attenzione, di sicuro c’è una qualche strana vibrazione. Un giorno l’ho portata in officina da Fausto, il mio meccanico, per farla controllare. Mentre dava un’occhiata all’auto gli ho raccontato la faccenda: “Allora, che ne pensi?”. Lui ha chiuso il cofano, poi è entrato nell’abitacolo guardandosi intorno - gli interni erano in ordine e puliti come sempre - e ha acceso l’autoradio, pensoso: “Non la conosci la canzone degli 883?”

SIMONE, CONFIDENTE SU RUOTE