La perdita di potenza di un'auto

Perdita di potenza di un’auto: possibili cause

 

La perdita di potenza di un’auto si avverte quando il veicolo, che sta viaggiando a una velocità sostenuta, inizia improvvisamente a tremare. Generalmente, bastano dei colpi sul pedale dell’acceleratore per ripristinare un’andatura normale. Ma spesso, nel corso della giornata, il problema si ripresenta... A volte il motore si blocca, mettendoti in una situazione poco piacevole. Questo fenomeno della “ macchina che sobbalza ” e perde la sua potenza può avere diverse cause.  Recarsi subito in un Centro First Stop è il modo più sicuro e veloce per determinare la causa del tuo problema meccanico.

Come individuare la causa di una perdita di potenza?

 

L’improvvisa perdita di potenza di un’auto può essere dovuta a diverse cause.

 

Si consiglia, pertanto, di rivolgersi ai Professionisti First Stop e non eseguire da soli l’ispezione del veicolo.

Quali possono essere le possibili cause?

 

Gli iniettori sporchi

 

Negli anni ’80 l’iniezione ha sostituito il carburatore. Da allora, le prestazioni dell’auto sono notevolmente migliorate e allo stesso tempo il consumo di carburante ridotto. Il sistema d'iniezione non funziona in modo uniforme. Al contrario, si adatta in ogni momento, tenendo conto di vari parametri: la temperatura esterna, la potenza dell’accelerazione sul pedale, il regime del motore o le condizioni atmosferiche. 

Il suo compito? Fornire al motore l’esatta quantità di carburante di cui necessita all’istante T. Il carburante viene mandato nell’iniettore ed esce polverizzato in goccioline, a seconda della quantità desiderata.

 

Il sistema d'iniezione può intasarsi. Questo può essere causato da depositi, fuliggine ma anche da vari elementi chimici presenti nel carburante. Tutti questi elementi, accumulandosi, finiscono per ridurre la pressione del carburante che viene nebulizzata nel motore. Il motore non riceve più la quantità necessaria al suo corretto funzionamento. Da questo momento in poi possono verificarsi perdita di potenza, giri del motore a scatti, aumento dei consumi di carburante…

Da un punto di vista ecologico, si tratta di una maggiore quantità di CO2 e d'inquinanti che vengono rilasciati nell’atmosfera.

Il filtro antiparticolato che si intasa

 

Tra i tanti filtri presenti in un veicolo, c’è il filtro antiparticolato (più spesso soprannominato DPF), che riveste un’importanza fondamentale. Come suggerisce anche il suo nome, il suo ruolo è quello di filtrare le particelle fini dalla combustione dei gas. 

Il DPF si trova dopo il catalizzatore: a poco a poco riceve la fuliggine prodotta dal motore. Ma se è troppo pieno, ciò ha conseguenze sul corretto funzionamento del motore. Il dispositivo deve quindi essere rigenerato in modo che il filtro antiparticolato possa nuovamente svolgere la sua missione (si stima che un DPF funzionante in modo ottimale filtri tra il 95 e il 99% delle particelle).

 

Esistono due tipi di rigenerazione:

 

  • La rigenerazione passiva. In questo caso, quando il motore si scalda, le particelle presenti nel filtro bruciano automaticamente. Questo può accadere solo in determinate circostanze, ad esempio quando si viaggia per lunghi periodi di tempo su una superstrada.

 

  • La rigenerazione attiva. Si verifica quando il livello di intasamento è elevato e viene rilevato dai sensori presenti sui terminali del filtro. Il motore aumenta la temperatura dei gas di scarico per eliminare le particelle. Così rigenerato, il FAP può ancora una volta svolgere il suo compito.

     

Il filtro antiparticolato si intasa tanto più facilmente quanto più il veicolo aumenta il numero di viaggi brevi. Infatti, in questo caso specifico, il motore non ha il tempo necessario per raggiungere la temperatura che gli consente di funzionare in modo ottimale. Pertanto, se il motore si blocca, si arresta o subisce una perdita di potenza, è possibile che la causa sia il DPF.

Il collettore di aspirazione difettoso

 

Il collettore di aspirazione, chiamato anche distributore, si trova tra il filtro dell’aria e la testata del motore. Il suo ruolo, nel corretto funzionamento del veicolo, è fondamentale, perché permette di distribuire l’aria che entra nei cilindri per far avvenire la combustione del carburante.

 

L’aria che entra nel motore può assumere due forme distinte: è costituita da aria esterna, oppure è miscelata con gas di scarico in caso di presenza di una valvola EGR.

 

Ecco come funziona il distributore: quando il motore si avvia, la valvola dell’aria si apre. A seconda del sistema di alimentazione del carburante, sono possibili più iniezioni (si distingue tra iniezione mono, multipoint e indiretta). Se il collettore di aspirazione non funziona bene, l’aria non viene distribuita correttamente attraverso il motore. Di conseguenza, si sporca e il veicolo potrebbe subire perdite di potenza.

Un problema al turbocompressore

 

I veicoli non dotati di questo sistema iniettano solo aria dall’esterno. Il turbo utilizzerà anche i gas di scarico espulsi. I vantaggi sono tripli: si riducono i consumi di carburante, si riducono le emissioni di particolato e si migliorano le prestazioni del motore. Se il turbocompressore si guasta, l’alimentazione dell’aria al blocco motore viene compromessa. Ciò si traduce in una notevole perdita di potenza.

 

Il turbocompressore ha una durata limitata. Capita spesso che questo non superi i 150.000 chilometri, il che può purtroppo portare a guasti al motore. Tuttavia, è possibile adottare determinati comportamenti al fine di prolungare la sua durata. Si consiglia, quindi, una regolare manutenzione della vettura, in particolare con un cambio di olio motore da effettuare regolarmente. Occorre ricordare anche di far controllare il livello dell’olio e di pulire il filtro dell’aria. Queste sono tutte buone pratiche che prevengono i problemi legati ai turbo.

Infine, una guida adeguata permette di non compromettere il turbocompressore, che non reagisce bene agli sbalzi di temperatura. Quindi, dopo un lungo viaggio in autostrada, non parcheggiare immediatamente il veicolo: al contrario, controlla il tuo passo negli ultimi chilometri in modo che il turbo abbia il tempo di raffreddarsi e non subisca variazioni troppo brusche.

Un guasto elettronico

 

Perché la mia auto perde potenza? Potrebbe trattarsi di un guasto all’impianto elettrico.

Anche in questo caso è meglio affidarsi al know-how e alla competenza dei Professionisti First Stop.

 

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE:

 

Come collegare i cavi della batteria auto

Rumori auto, come riconoscerli: una guida pratica

Tagliando auto: cos’è e ogni quanto farlo